Il rapporto tra anziani e animali da compagnia fa bene a corpo, mente e cuore
di Agnese Foli
Perché un cane, un gatto o un coniglio fanno così bene dopo i 65 anni? Quando si invecchia, cambia tutto: i ritmi, le relazioni, a volte anche la casa. Ma c’è un alleato silenzioso che riesce a rimettere al centro la vita: l’animale da compagnia.
Cani, gatti e piccoli pet stanno diventando alleati preziosi contro solitudine, sedentarietà e declino cognitivo. E non lo diciamo tanto per dire: lo confermano geriatri e psicologi.
Non è solo “tenere un pet”. È terapia, compagnia, movimento e cuore. E la scienza lo conferma.
Un personal trainer che scodinzola:
Portare a spasso il cane 2 volte al giorno significa 150 minuti di camminata a settimana. L’OMS li raccomanda, per mantenere cuore e ossa in forma.
In più, accarezzare un gatto abbassa la pressione e il cortisolo, l’ormone dello stress. Risultato: meno far
maci, più autonomia.
E non va dimenticata la “medicina dell’affetto”, ovvero il pensiero della cura del cucciolo di cui ci si è fatti carico: “Devo dargli da mangiare”, “Devo portarlo fuori”.
Queste piccole responsabilità danno un motivo per alzarsi la mattina. E per chi vive solo, fanno la differenza tra una giornata vuota e una giornata piena.
Studi dell’Università di Padova sulla pet-therapy mostrano una riduzione dei sintomi depressivi fino al 30% negli anziani che interagiscono regolarmente con animali. Al parco, dal veterinario, al negozio di crocchette. L’animale è il miglior “rompi-ghiaccio”, un ponte verso gli altri. Facilita conversazioni, amicizie di vicinato, partecipazione a gruppi. Aiuta a uscire dall’isolamento anche l’anziano più musone.
In sintesi, sono più i pro che i contro, per l’adozione di animale da compagnia che sia un cane, un gatto, un pappagallo. L’unica attenzione sta nello scegliere l’animale secondo le proprie disponibilità ed inclinazioni, ma come criterio generale vanno bene gli animali di piccola taglia.
Quale animale è meglio per un anziano? L’importante è scegliere un animale adulto e già educato, magari da canile/gattile. Si salvano 2 vite. Il resto poi dipende da energie e casa.
Cane di piccola/media taglia: ideale se si può camminare. Razze tranquille tipo Cavalier, Barboncino, Meticcio adulto.
Gatto: perfetto per appartamento. Autonomo, affettuoso, poche richieste. Le fusa sono un vero ansiolitico
Animali piccoli: conigli, uccellini, pesci. Danno compagnia e routine con meno impegno fisico.
I benefici della convivenza con un animale da compagnia per un anziano sono certi. Eccoli in sintesi:
Salute fisica: più movimento, meno medicine Avere un cane significa uscire 2-3 volte al giorno. Questa routine regala agli anziani: Camminate quotidiane: 20 min al giorno riducono il rischio di problemi cardiaci e tengono in allenamento articolazioni e ossa. Pressione e cuore più stabili: accarezzare un animale abbassa cortisolo e pressione. L’effetto è immediato: sistema immunitario più forte: il contatto con i pet espone a microbi “buoni” e riduce allergie e infiammazioni. Risultato: meno cadute, più autonomia, meno visite dal medico.
Salute mentale: addio solitudine. Il 40% degli over 65 vive momenti di solitudine. Un animale la spezza. Antidoto alla depressione: la cura di un altro essere dà scopo alla giornata. “Devo dargli da mangiare, devo portarlo fuori”; Riduce ansia e stress: le fusa di un gatto e lo sguardo di un cane abbassano l’ansia meglio di molte parole; Stimola la mente: ricordare orari, nomi, giochi. È ginnastica cognitiva che aiuta a tenere la memoria attiva.
Vita sociale: si torna a parlare. Studi dell’Università di Padova sulla pet-therapy mostrano una riduzione dei sintomi depressivi fino al 30% negli anziani che interagiscono regolarmente con animali. Al parco, dal veterinario, al negozio di crocchette. L’animale è il miglior “rompi-ghiaccio”, un ponte verso gli altri. Facilita conversazioni, amicizie di vicinato, partecipazione a gruppi. Aiuta a uscire dall’isolamento anche l’anziano più musone conosce i vicini, chiacchiera e partecipa a gruppi di pet-therapy. Per molti anziani il pet diventa il motivo per uscire di casa e non isolarsi.
Benefici emotivi: amore incondizionato. Danno routine, affetto, contatto fisico e quella sensazione di “servire a qualcuno”. Per chi ha perso il partner o i figli vivono lontano, è enorme. Gli animali non giudicano. Non chiedono, si donano.



